Ma quale democrazia? Ma quale sovranità popolare? Su Le Monde Diplomatique in un articolo di Serge Halimi e Pierre Rimbert si trova un conturbante rendiconto: Nel 1992 i danesi hanno votato contro il trattato di Maastricht: sono stati obbligati a tornare alle urne . Nel 2001, gli irlandesi hanno votato contro il trattato di Nizza: sono stati obbligati a tornare alle urne . Nel 2005, i francesi e gli olandesi hanno votato contro il trattato costituzionale europeo: il quale però è stato imposto ugualmente, con il nome di trattato di Lisbona. Nel 2008, gli islandesi hanno votato contro il trattato di Lisbona; sono stati obbligati a rivotare. Nel 2015, il 61,3% dei greci ha votato contro il piano di austerità di Bruxelles: glielo hanno inflitto ugualmente. E aggiungiamoci anche il governo Renzie che non è mai stato eletto e ha imposto tutte le misure di austerità auspicate dall'Europa. E poi si chiedono perchè la democrazia va farsi fottere.
Note minime per ripensare il politico come espressione strategica di una polis, di una totalità che pensa, percepisce e proietta sè stessa verso un altrove che è sempre oltre l'esistente.