Primo maggio 2016, mi capita così per caso sotto gli occhi la poesia di Pasolini (qui sotto) dopo aver ri-visto il bellissimo film di Giovannesi dal titolo omonimo "Ali ha gli occhi azzurri" e dopo la manifestazione della mattinata: qui tantissime le facce di immigrati, uomini e donne africani, arabi soli o con mogli e figli, donne con il foulard e senza, lavoratori del Bangladesh, la manifestazione pareva la loro. E allora come una ninna nanna mi canto queste parole: "Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scenderà da Algeri, su navi a vela e a remi. Saranno con lui migliaia di uomini coi corpicini e gli occhi di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame". [...] " andranno su come zingari verso nord-ovest con le bandiere rosse di Trotzky al vento ..." Le canto e penso e sogno... Alì dagli Occhi Azzurri uno dei tanti figli di figli, scen...
Note minime per ripensare il politico come espressione strategica di una polis, di una totalità che pensa, percepisce e proietta sè stessa verso un altrove che è sempre oltre l'esistente.