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Visualizzazione dei post da 2012

Quando la ricchezza privata è 4 volte il debito pubblico

Come si fa ad accumulare ricchezza difronte ad un debito pauroso? Un debito che fa tremare i polsi e da qualche mese ha provocato uno strisciante terremoto dalle parti di Equitalia, ecco nel paese immorale i.e Italia questo è molto possibile. 8640 miliardi in denaro contante, case, azioni e titoli, contro 1972 miliardi di debito pubblico italiano che sta mettendo in ginocchio il paese; lo dice Nunzia Penelope nel libro uscito di recente Ricchi e poveri . Evidentemente il Premier Monti non riesce a tenere fede ad uno dei punti cardine del suo programma e cioè l'equità, evidentemente i suoi strumenti non sono sufficienti a tenere a bada quei 6 milioni di italiani ricchissimi che vivono nell'assoluto benessere. La metà di quella ricchezza privata vista sopra, cioè circa due volte l'intero debito pubblico italiano, appartiene tutta al solo 10% della popolazione. A questo punto allora sarebbe carino sapere come vengono accumulati questi patrimoni, quale settore produttivo o i...

Stay choosy, choose to fight!

Il Ministro Fornero definisce gli studenti che cercano lavoro "esigenti" (in un mercato del lavoro così deregolato come quello italiano c'è poco da essere esigenti, direi che la percezione minima del diritto si è dissolta in una giungla percorsa da pescecani che a dispetto di questi giovani snob esigenti si riproducono senza timore). E quando la percezione minima del diritto si dissolve, aih sono dolori. In ogni modo quale slogan migliore di questo Stay choosy, choose to fight, ricorda tanto Steve Jobs che nel suo memorabile discorso  ammonisce concludendo in parole povere "se non hai trovato il lavoro della tua vita, continua a cercarlo, lo troverai"; parole che fanno venire la bava a chiunque ormai in un paese dove il lavoro è sparito, che impatto - mi chiedo - possono avere sui giovani italiani di oggi, la generazione più senza futuro forse di tutta Europa? Se decidono di rimanere esigenti e di combattere, benissimo, alla fine si dimostra che la stagione de...

L'ex sinistra italiana e "l'attuale modo di essere"

Geniale! Geniale quell' "ex sinistra" con cui Luciano Canfora classifica quella sorta di serpentone senza testa che  imperturbabile consegna e ha consegnato il nostro paese alla caduta libera, una caduta libera piuttosto lenta, nonostante tutto: e sì il periodo in questione potrebbe corrispondere più o meno a un decennio. In ogni modo come è vero per ogni corpo che cade, la caduta è più veloce più ci si approssima allo schianto. Sperem... i buoni segnali ci sono... Ci sono già sopratutto nella consapevolezza di quelle generazioni che sono state tradite e si sentono tradite, tradite da chi credevano più capace, più consapevole, più lungimirante e invece...Parole flautate quelle di D'Alema allora al governo (anno 1999) sulla flessibilità del lavoro, ripetute a cascata dall'ex sinistra imbesuita e credulona; la flessibilità avrebbe creato più posti di lavoro...sì sì certo si vede...Strizzare un occhio a Confindustria non fa mai male e così i suoi capitani fanno re...

Aumento della produttività vs. lavoro: chi ci smena sono solo i lavoratori

Lo aveva preannunciato la Banca Mondiale: in Europa si lavora poco, sopratutto nell'Europa mediterranea. Lo riprende Monti nel recente tavolo tra Governo e sindacati : per risolvere la crisi occorre agire sul costo del lavoro e sulla produttività. Dietro quelle due paroline che paiono così da niente e che però è difficile capire - produttività e costo del lavoro - passano e vengono fatte passare, in realtà, visioni del mondo. Sopratutto se si parte dal presupposto che il costo del lavoro in Italia sia troppo elevato e che al contrario la produttività, cioè la quantità di prodotto generata da ogni lavoratore, sia troppo bassa se rapportata al costo del lavoro. Ne discende nell'immaginario di molti che le ore lavorare sono troppo poche, perchè in quelle ore non si produce abbastanza. Quindi ne discende che per Monti come per la Banca Mondiale si debba lavorare di più. O meglio devono lavorare di più i lavoratori dei contratti collettivi, magari con un piccolo aumento di stipen...

Ma chi ha prodotto il video su Muhammad?

Un mistero percorre la stampa di questi ultimi giorni, un mistero prodotto per altro dalla stampa stessa. Sul New York Times del 12/9/2012 l'autore del video messo su You Tube che ha scatenato la furia omicida dei fondamentalisti islamici in Libia e le proteste in Egitto sarebbe un imprenditore immobiliare israelo-americano abitante in California. Un video, non un film, un video che nell'edizione del 13 del NYT  esattamente un giorno dopo sarebbe stato pubblicizzato invece da un gruppo di cristiani copti americani di cui farebbe parte anche un pastore della Florida conosciuto per avere bruciato una copia del Corano. Il video incriminato, riprovevole innanzitutto per la sua pochezza estetica e per l'incertezza della sua natura (è una presa in giro degli Americani? Dei Mussulmani? Degli Ebrei? Dei luoghi comuni su Mussulmani, sui Cristiani, sugli Ebrei, veramente non si capisce), un video che dura 14 minuti, nelle pagine dei giornali arabi come Al Quds diventa il film o ...

Leibniz ovvero la sinistra e il migliore dei mondi possibili

Appena un decennio fa mi parevano dei dementi, con quella fede incrollabile nella legge di sviluppo del Capitale passato per il più enorme marchingegno della storia programmato e destinato all'autodistruzione imminente, ma decenni, che poi paiono un'eternità, di sconfortanti apparizioni di una sinistra votata alla gestione dello status quo ante devono avere prodotto in me una disdicevole mutazione antropologica. Ultima Thule di un pensiero politico per quanto astratto, ma a suo modo strategico, sfoglio Lotta Comunista gogolandomi per chi ha avuto il coraggio di resistere al pensiero unico - da sinistra a destra passando per il centro - del migliore dei mondi possibili. L'utopia di un Altro e di un Altrove è puntellata da analisi tutt'altro che mitologiche, a cui la Storia se esiste una Storia oggi mi sembra dia qualche ragione. Mancano certo di fronte alle grandi tendenze, scritte nelle maglie del Capitalismo, le alternative concrete e la soluzione sembra rinviata al...

Islam, emancipazione e donne

E che non sia ingiusta con me stessa e con gli altri! E così a proposito del post precedente ci aggiungo, a onor del vero, che le donne tunisine hanno contestato la "complementarietà" proposta da Ennahda per definire il rapporto uomo-donna con la "completezza": "più che complementare io sono una donna completa", cantavano gli slogan sui cartelli della manifestazione di Tunisi del 15 agosto 2012. Peccato che però facendo un giro in internet ci capita di notare come il promettente afflato rivoluzionario e libertario dei giovani tunisini della rivoluzione dei gelsomini  http://archivio.arabismo.it/?area=costume&menu=societa&pag=gelsominirete  sia stato infangato dal più bieco oscurantismo veicolato da pagine come questa  http://palaestinafelix.blogspot.it/2012/05/il-popolo-tunisino-protesta-contro-la.html  dove addirittura l'autrice di un cartone animato toccante e ironico come Persepolis viene definita "prostituta drogata" e la socie...

La primavera tunisina era un cammello?

"il rapporto tra l'uomo e la donna è a misura del grado di sviluppo di una società" recitava l'innominabile barbuto di Treviri due secoli orsono. Due secoli dopo la primavera tunisina aperte le porte alla liberalizzazione del paese e "finalmente" portato al potere un partito islamico di ispirazione democratica e secolare, ripropone l'indelebile questione (anche per noi italiani) tra il silenzio di molti. Ecco che allora Ennahda il partito che riporta in patria molti rifugiati politici messi in fuga da Ben Alì per la loro emancipazione politica (sopratutto considerata la "notevole" funzione emancipatrice della Sharia) propone di introdurre nella Costituzione un articolo che parla di "complementarità tra uomo e donna"  http://www.laperfettaletizia.com/2012/08/tunisia-donne-in-piazza-in-difesa-dei.html . Certo un errore di Ben Alì avere reso perseguibili certe idee perchè non conformi ad una visione laica della società, proponendo u...

un'umanità oltre i limiti culturali

In un panorama politico che non sembra abitato da soggetti capaci di cambiamento, chi perchè troppo identificato con le proprie radici culturali o religiose, chi con i propri interessi, sempre limitati e di parte, mi piace immaginare un'idea di universalità umana che non si incarna in una soggettività parziale perchè troppo identificata, ma che al contrario proprio perchè mai realmente identificata con il collettivo è veramente capace di cambiamento; una soggettività che si potrebbe dire trascendente proprio perchè mai definibile secondo un collettivo parziale. E chi non si identifica non è forse più solidale, chi non fa del collettivo il metro del suo personale comportamento e del suo giudizio, non è forse più capace di essere trasversalmente più vicino agli altri uomini? Direi - volendo esagerare - che può trattarsi, per quanto dolorosa, di una condizione di grazia. Se questi concetti sono già presenti nell'idea marxiana del proletariato quale "classe totale", la ...

quale democrazia

La democrazia non sta sul menu del giorno del capitalismo, Cina docet, e ora che la Cina è così spudoratamente la banca d'America, si può dire che agli Americani non gli interessa neppure più di farcelo credere. Tanto non ci riuscirebbero. Ebbene sì, il capitalismo andò d'accordo, scrive la Luxemburg in Riforma sociale o rivoluzione : 1) con i Comuni cittadini e in Francia 2) con la monarchia assoluta di Napoleone I 3) con la monarchia aristocratica del periodo della restaurazione 4) con la monarchia costituzionale borghese di Luigi Filippo 5) con la monarchia di Napoleone III 6) con la repubblica mentre in Russia il capitalismo crebbe e CRESCE ancora ora splendidamente sotto l'autocrazia orientale. Se aggiungiamo poi e direi, anzi, prima, che il capitalismo al primo punto della sua agenda ha messo il militarismo, quale è allora il rapporto esclusivo che legherebbe la democrazia al capitalismo? Paiono discorsi invecchiati...Eppure, dice Qoelet, "niente di ...

E chi pensa, non si accontenta?

Ho bisogno di chiarirmi le idee e che qualcuno possibilmente mi aiuti, magari poi ci aiutiamo insieme.  Raccogliere un po' di materiali di riflessione politica sul politico, metterli a disposizione, vedere cosa succede, se si tratterà solo di un esercizio personale poi non importa. Almeno avrò fatto esercizio.

programma minimo, programma massimo

Riforma sociale o rivoluzione? Sozialreform oder Revolution?    1899  Senza segreti e senza veli gli articoli polemici à propos socialdemocrazia tedesca, raccolti poi  sotto il titolo di cui sopra, Rosa Luxemburg li pubblica sulla "Leipziger Volkszeitung", a un solo anno dal volgere del decennio.  Il quotidiano è quello di Lipsia, letto ancora oggi e da più di due secoli,  xchè battezzato il primo Ottobre 1894. La questione, a questa considerevole distanza temporale, purtroppo è ancora maledettamente attuale. Cioè non si è andati avanti di una cicca.  Sarà il mondo, saranno gli uomini, saranno i politici che abbiamo avuto, ma è così.  Attuale sopratutto per la sua assenza all'interno dei partiti di sinistra di oggi che si porta dietro una strana puzza di sorcery/stregoneria. Insomma anche qui ci casca il fantasma, volendo essere un po' derridiani... che non guasta mai.  L'alternativa tra riforma sociale e rivoluzione mette s...