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Visualizzazione dei post da 2016

Un'esperienza di resistenza tuareg tra le montagne dell'Atlas tunisino

Ci sono luoghi così solitari che mai penseresti che lì ci sia vita. Invece c'è e resiste e combatte. Sono luoghi sospesi tra un qui e un oltre, a questi luoghi e a queste persone di estatica resistenza dedico questo breve racconto I paesaggi del sud tunisino sono talmente lunari che non fecero fatica a scalfire quella misera ragione che elencava alcuni elementi dissuasivi.  E invece si andava, senza in fondo sapere neppure dove, una scelta suggerita dal caso e dalla suggestione delle parole: ksar. Ksar, zar, caesar, niente di più sbagliato perchè semmai l'etimologia rimanda al latino castrum, quindi villaggio fortificato, ma fa nulla, contava il fantasticare di antichità dimenticate nel deserto, forse romane. Gita archeologica e qualche posto di blocco, diversi mezzi corazzati e il confine libico non lontano.  Elementi dissuasivi che si moltiplicano pure nel passaggio a Tataouine, una città di montagna dove l'atmosfera desolata e rarefatta ricordava quel...

Disavventure kafkiane di una proponentesi volontaria

Maldestri tentativi di volontariato Ma cosa ci vuole più della volontà? Era un'estate afosa e metropolitana, quelle estati che di solito si riempiono di vuoto, tra basse pressioni e luci abbacicanti, a volte lattiginose. Ai primi incipienti sentori di vuoto avevo opposto un inusuale volere fare granitico e convinto, in una città pur semideserta e sonnolente. "Volontariato? Mica va in vacanza" Il luogo prescelto mi convinceva, mi girava in mente da qualche tempo in realtà. La forza della convinzione e l'odore di vuoto mi avevano portato fin là, in quella grande casa giallo ocra in un quartiere periferico, ma neanche troppo, su un autobus che vedeva poche facce "nostre" e tante facce loro. E anche alla casa gialla, sulla porta, sul marciapiede, quasi tutte facce  nere, cosa che a me, reduce da estenuanti workshop di danza africana con inesausti e muscolati maestri cioccolatino, faceva simpatia. Per altro tutto collaborava a tessermi intorno una ret...

Primo maggio, Pasolini e Alì che è sceso da Algeri e andrà verso nord con le bandiere rosse

Primo maggio 2016, mi capita così per caso sotto gli occhi la poesia di Pasolini (qui sotto) dopo aver ri-visto il bellissimo film di Giovannesi dal titolo omonimo "Ali ha gli occhi azzurri" e dopo la manifestazione della mattinata: qui tantissime le facce di immigrati, uomini e donne africani, arabi soli o con mogli e figli, donne con il foulard e senza, lavoratori del Bangladesh, la manifestazione pareva la loro. E allora come una ninna nanna mi canto queste parole: "Alì dagli Occhi Azzurri  uno dei tanti figli di figli,  scenderà da Algeri, su navi  a vela e a remi. Saranno  con lui migliaia di uomini  coi corpicini e gli occhi  di poveri cani dei padri sulle barche varate nei Regni della Fame". [...] " andranno su come zingari  verso nord-ovest con le bandiere rosse  di Trotzky al vento ..."  Le canto e penso e sogno... Alì dagli Occhi Azzurri  uno dei tanti figli di figli,  scen...