Pensando alla crisi del berlusconismo, alle smanie di rinnovamento della sinistra al governo e all'avvento del grillismo, mi chiedo...ma è quindi finito e per sempre il gattopardismo italiano, oscuro malanno dell'animo nostrano, mirabilmente descritto nel libro di Tommasi di Lampedusa nonché rappresentato nel film di Luchino Visconti?? Tutto deve cambiare perché nulla cambi, allora si fano promesse di rinnovamento utili ad accecare qualche migliaio di elettori e poi si continua come prima, di fatto anche Tangetopoli è tornata più meno con gli stessi personaggi, eppure non è successo niente. D'altrocanto oggi alla luce dei discorsi di strada nessuno mai avrebbe votato il Signor B, del gattopardismo italiano mirabilissimo primo rappresentante, si alzano allora facilmente accenti ironici, si avvertono toni al limite del disprezzo che allora ti credi di essere capitato su Marte, che forse hai avuto un incubo, che forse il Signo...
Note minime per ripensare il politico come espressione strategica di una polis, di una totalità che pensa, percepisce e proietta sè stessa verso un altrove che è sempre oltre l'esistente.