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Visualizzazione dei post da aprile, 2013

"Pietà per gli uomini che permettono che i propri diritti vengano erosi"

Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore e i cui pastori sono guide cattive Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi i cui saggi sono messi a tacere Pietà per la nazione che non alza la propria voce tranne che per lodare i conquistatori e acclamare i prepotenti come eroi e che aspira a comandare il mondo con la forza e la tortura Pietà per la nazione che non conosce nessun'altra lingua se non la propria nessun' altra cultura se non la propria Pietà per la nazione il cui fiato è danaro e che dorme il sonno di quelli con la pancia troppo piena Pietà per la nazione – oh, pietà per gli uomini che permettono che i propri diritti vengano erosi e le proprie libertà spazzate via Patria mia, lacrime di te dolce terra di libertà! Pier Paolo Pasolini

Quando il Parlamento è tiranno: Locke, Grillo e diritto all'insurrezione

Il paradosso di questi giorni è evidente, la democrazia replica e asseconda forme di dominio ; il paradosso si fa ancora più evidente nelle parole di Stefano Rodotà che definisce sempre democratiche le decisioni del Parlamento relative al conferimento dell'incarico a Giorgio Napolitano. Purtroppo se dal punto di vista dei processi è vero che le decisioni del Parlamento sono democratiche (in quanto il Parlamento è un organismo democraticamente eletto), difatto quelle decisioni hanno determinato uno scollamento deciso tra le istituzioni (democratiche) e la gente di cui quelle istituzioni dovrebbero essere la rappresentazione . E dei fatti è bene non fare finta che non esistano.  Uno dei padri massimi della democrazia, John Locke , nel II libro del suo Due trattati sul governo definiva l'uso del potere ai fini del proprio tornaconto un'usurpazione, perché in questo caso il potere non viene usato per il bene del popolo che lo ha consegnato all'amministrazione tempor...

Rinnovo del settennato e il sogno quasi vero di una repubblica presidenziale

Hanno ventilato a lungo il sogno di una repubblica presidenziale alla francese (Berlusconi & Co.). Che il rinnovo del settennato di Napolitano e la sua Presidenza fondamentalmente impicciona siano solo le prove generali per cambiare la forma della Repubblica italiana?

Via Prodi = Bersani finito: cui prodest?

Equazione autoevidente, la candidatura di Prodi voluta da Bersani rende chiaro che all'interno del PD la spaccatura è definitiva: se Sel garantisce i voti all'ex commissario Ue con la dicitura R. Prodi sulla scheda, chi ha tradito non poteva che essere nella compagine di maggioranza o meglio nello stesso PD. D'altrocanto le spaccature erano evidenti da un pezzo, il balletto Renzi-Bersani ne era la rappresentazione più evidente, certo che i franchi tiratori dimostrano che nella maggioranza c'è chi si porta all'opposizione, sono dinamiche che però sfuggono al controllo democratico, se non alto sfuggono al controllo di chi una certa maggioranza l'aveva eletta. Cui prodest? A qualche bella faccetta oppure al paese?

Vino e pane, caccia al simbolico quotidiano

Immersi nelle cose da cui siamo dominati, ci dimentichiamo del simbolico delle cose che ci circondano, da noi autorizzato e da noi  autorizzato anche a prendersi una bella fetta di potere (su di noi). Prendiamo due alimenti antichissimi, il pane e il vino, le loro radici simboliche stanno nel mito greco che fa fare a Demetra, la dea della cerealicoltura e a Dioniso, il dio greco del vino, una parabola dai contorni significativamente identici. Due divinità entrambe in conflitto con l’Olimpo degli dei tradizionali e per questo a spasso nel mondo degli uomini a cui regalano, se accettati, il dono delle piante alimentari. Portatori di civiltà, a chi non li conosce giocano il brutto scherzo di una regressione nel mondo della barbarie e addirittura nella bestialità. Nell’inno omerico a Dioniso ad esempio, i pirati che non riconoscono la divinità del dio vengono trasformati in delfini, mentre solo al timoniere, che aveva riconosciuto la divinità del giovane nobile sal...