Nietzsche - leggo - avrebbe trasformato il discorso filosofico in poesia, la metafisica a partire da qui si nasconde nei versi e abbandona la mente raziocinante e i sistemi barocchi per diventare qualcosa che si può solo intuire. Io non pentendo tanto, ossia non pretendo che nelle mie poesie si nasconda alcunché di filosofico, piuttosto la calma estiva rallenta i pensieri, chiede una tregua e i suoni attutiti contribuiscono all'ottundimento. Ripesco allora una vecchia poesia, è tutto quello che riesco. Comunicare è un arte che non si apprende ma che comprende che il ricevente non dica "ciao" solo per beffa ma che si pieghi al mittente. Con l'orecchio ben teso né offeso né illeso ma disteso. Comunicare è un gioco che non pretende che il ricevente sia a un soffio dal mittente ma col pensiero rivolto internamente. E se una corrente si protende nello spazio del tu a me dell'io a te a sovvertire la sin...
Note minime per ripensare il politico come espressione strategica di una polis, di una totalità che pensa, percepisce e proietta sè stessa verso un altrove che è sempre oltre l'esistente.