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Visualizzazione dei post da luglio, 2012

un'umanità oltre i limiti culturali

In un panorama politico che non sembra abitato da soggetti capaci di cambiamento, chi perchè troppo identificato con le proprie radici culturali o religiose, chi con i propri interessi, sempre limitati e di parte, mi piace immaginare un'idea di universalità umana che non si incarna in una soggettività parziale perchè troppo identificata, ma che al contrario proprio perchè mai realmente identificata con il collettivo è veramente capace di cambiamento; una soggettività che si potrebbe dire trascendente proprio perchè mai definibile secondo un collettivo parziale. E chi non si identifica non è forse più solidale, chi non fa del collettivo il metro del suo personale comportamento e del suo giudizio, non è forse più capace di essere trasversalmente più vicino agli altri uomini? Direi - volendo esagerare - che può trattarsi, per quanto dolorosa, di una condizione di grazia. Se questi concetti sono già presenti nell'idea marxiana del proletariato quale "classe totale", la ...

quale democrazia

La democrazia non sta sul menu del giorno del capitalismo, Cina docet, e ora che la Cina è così spudoratamente la banca d'America, si può dire che agli Americani non gli interessa neppure più di farcelo credere. Tanto non ci riuscirebbero. Ebbene sì, il capitalismo andò d'accordo, scrive la Luxemburg in Riforma sociale o rivoluzione : 1) con i Comuni cittadini e in Francia 2) con la monarchia assoluta di Napoleone I 3) con la monarchia aristocratica del periodo della restaurazione 4) con la monarchia costituzionale borghese di Luigi Filippo 5) con la monarchia di Napoleone III 6) con la repubblica mentre in Russia il capitalismo crebbe e CRESCE ancora ora splendidamente sotto l'autocrazia orientale. Se aggiungiamo poi e direi, anzi, prima, che il capitalismo al primo punto della sua agenda ha messo il militarismo, quale è allora il rapporto esclusivo che legherebbe la democrazia al capitalismo? Paiono discorsi invecchiati...Eppure, dice Qoelet, "niente di ...

E chi pensa, non si accontenta?

Ho bisogno di chiarirmi le idee e che qualcuno possibilmente mi aiuti, magari poi ci aiutiamo insieme.  Raccogliere un po' di materiali di riflessione politica sul politico, metterli a disposizione, vedere cosa succede, se si tratterà solo di un esercizio personale poi non importa. Almeno avrò fatto esercizio.

programma minimo, programma massimo

Riforma sociale o rivoluzione? Sozialreform oder Revolution?    1899  Senza segreti e senza veli gli articoli polemici à propos socialdemocrazia tedesca, raccolti poi  sotto il titolo di cui sopra, Rosa Luxemburg li pubblica sulla "Leipziger Volkszeitung", a un solo anno dal volgere del decennio.  Il quotidiano è quello di Lipsia, letto ancora oggi e da più di due secoli,  xchè battezzato il primo Ottobre 1894. La questione, a questa considerevole distanza temporale, purtroppo è ancora maledettamente attuale. Cioè non si è andati avanti di una cicca.  Sarà il mondo, saranno gli uomini, saranno i politici che abbiamo avuto, ma è così.  Attuale sopratutto per la sua assenza all'interno dei partiti di sinistra di oggi che si porta dietro una strana puzza di sorcery/stregoneria. Insomma anche qui ci casca il fantasma, volendo essere un po' derridiani... che non guasta mai.  L'alternativa tra riforma sociale e rivoluzione mette s...