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Visualizzazione dei post da giugno, 2018

La società dello spettacolo di Debord e una lezione sul marketing in una scuola professionale

Ho fatto una bella scoperta quest'anno: La società dello spettacolo di Guy Debord, libro utile e preziosissimo per farsi un'idea dei meccanismi di passivizzazione dilagante nella società attuale; passivizzazione più spesso sottolineata che studiata nella sua possibile origine. Ne ho utilizzato alcuni spunti per una lezione sul marketing in una scuola professionale. Il libro di testo assumeva il marketing come un elemento aprioristico e consustanziale al nostro mondo e come qualche cosa che è dotato di un'etica e di un valore indubitabili. Mi serviva qualche cosa per smontare questa assunzione e per fornire a gli studenti che probabilmente non continueranno a studiare uno spunto di metacognizione sul mondo e sui modi in cui siamo immersi. Il marketing, per quanto sdoganato, non è un elemento che nutre un rapporto sano con la realtà e neanche un rapporto sano tra esseri umani: portati ad agire e a comperare tutti nello stesso modo, seguendo immagini che stanno comunque f...

Ci credo io, non tu

Quasi una poesia 2 Sarà che non è facile quando io ci credo e tu no Intanto guardo questo tuo segno E mi basta A te non piace A me sì Siamo diversi Mi piace questa diversità Grafica di Leo Genovese

Quasi una poesia

Sono umana e accetto la mia paura Sono umana e accetto la mia fragilità Sono umana e accetto il mio dolore Ho incontrato persone coraggiose lì dove mai avrei immaginato Ho aperto i miei confini e poi sentito cose straordinarie Ho aperto i confini e poi conosciuto persone straordinarie Non l'eroico dei giornali dove tutto è splendido e facile e raggiungibile Il confine lo devi attraversare ma non quando decidi tu e nulla sarà più facile Ho conosciuto persone che ogni giorno hanno paura e un figlio che vuole morire Eppure tu gli hai dato la vita! Ho scoperto l'umanità dell'essere fragili un'umanità forse muta un'umanità forse nascosta un'umanità solidale e amica quando si scopre fragile E allora TU vuoi vivere