Grafica di Leo Genovese Marx e Aristotele, pur a distanza di numerosi secoli l'uno dall'altro, si sono più volte scontrati sulla convinzione che l'uomo, originariamente, sia un essere sociale oppure politico; per Marx, come scrive nei sui Quaderni antropologici, quello zoon politikòn, di cui Aristotele scrive nella Costituzione degli Ateniesi, è da intendere e tradurre come "uomo sociale", un individuo caratterizzato dal bisogno primario di vivere in società, ma che SOLO secondariamente PUO' diventare anche "uomo politico". La dimensione politica è da sviluppare, da immaginare, da conquistare a partire dall'essere sociale, la relazione non basta. Quindi mentre il sociale è un bisogno primario...
Note minime per ripensare il politico come espressione strategica di una polis, di una totalità che pensa, percepisce e proietta sè stessa verso un altrove che è sempre oltre l'esistente.