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Visualizzazione dei post da 2013

La prossima guerra e il politico sottovuoto spinto

Il panorama è desolante, ma mostra chiaramente a che punto di nullificazione, qualunquismo e menefreghismo sono arrivare le forze politiche e diciamo anche il cittadino politico italiano. Di fronte ad una minaccia di guerra che potrebbe assumere dimensioni colossali l'unica voce "non politica" che si leva è quella del papa. Qualche immagine di un paio di settimane fa mostrava uno sparuto gruppo di simpatizzanti e rappresentanti politici di Sel che manifestavano a Roma, ma veramente sarà stato un manipolo di 4 gatti: da piangere!! Altro non c'è, altro non si vede, nessun girotondo, nessuna manifestazione sotto un'ambasciata, un consolato che sia, nessuna occupazione di piazza. Evidentemente la lobotomizzazione di cui da più di un decennio sono artefici forze "di destra e di sinistra" e loro correlati mediatici (vedi Repubblica) sta dando i suoi frutti più significativi. E allora direi che è proprio morta qualsiasi soggettività politica in grado di ...

Fame e benessere nella società capitalista e Untermensch

Obnubilati dalla menzogna metodica dei nostri governanti e "relativi" mezzi di informazione, crediamo ancora che Capitalismo equivalga a benessere, benessere soprattutto per le future generazioni. D'altrocanto se ci capitasse di aprire un po' meglio gli occhi, forse sapremmo che 18 milioni di individui - abitanti come noi di questo mondo - muoiono ogni anno per povertà e cause correlate, per altro facilmente prevenibili. Ma quanto ci è diventata estranea ormai quella battuta di Woody Allen in Annie ed io "se anche una sola persona all'altro lato del mondo è infelice, neppure io posso sentirmi felice"; ora basta essere felici in proprio che degli altri tanto non me ne importa nulla. Ad ogni buon conto se le morti per fame raggiungono annualmente questa cifra, è questo che dovrebbe essere il Capitalismo portatore di benessere?... In ogni modo su una cosa Marx aveva certamente sbagliato, che il Capitalismo avrebbe portato ad una fo...

Il capitalismo è alla fame, ma in Italia ci si scervella per fare crescere l'occupazione giovanile. Puzza di bruciato... ?

Schiavi del capitalismo lo siamo tutti, imbonisce con tante oneste intenzioni e intanto semina fame, distruzione, guerre, guerre di religione. Le organizzazioni umanitarie, i programmi dell'UNESCO, gli osservatori internazionali, eppure lì la gente muore, soffre per colpa di governi che sono burattini dell'Occidente che si fa bello con le sue elemosine pelose e ipocrite.  La fame del diabolico drago si spegne per riaccendersi, sempre più viva e feroce. E sì perché se non fosse feroce come è possibile che paesi ricchissimi come quelli dell'Africa Subsahariana debbano soffrire la fame? L'economia del mondo vive di diseguaglianze, solo così è possibile che alcuni paesi siano ricchissimi e altri poverissimi. Il capitalismo è rimasto un furto, è nato come furto e continua ad esserlo. Tornando a noi vorrei condividere alcune osservazioni sul governo Letta che ho trovato sulla newsletter dell'Associazione Punto Rosso di Milano. Le tr...

Think tank? Monopolio delle idee e animal spirits

Nel nostro mondo post-ideologico, eccoci finalmente maturi - secondo i liberi pensatori - per pensare oltre gli schieramenti di idee e le visioni del mondo. Il mondo post-ideologico è quindi uno spazio dove le idee, da intendere soprattutto come opinioni sul mondo, si dissolvono continuamente nel nulla della loro inutilità o meglio della loro utilità temporanea. Non per nulla tutte le discipline che potrebbero servire a sviluppare una visione del mondo così come tutte le discipline che dimostrano che visioni del mondo si sono sempre combattute e create da che mondo è mondo sono destinate a sciogliersi come neve al sole. Cosa conta la storia? Cosa conta la filosofia? Possiamo essere uomini anche senza una visione del mondo, tutto potrebbe funzionare alla meraviglia lo stesso, ma - penso - saremo sicuramente meno uomini e magari finiremo a fare le api di Mandeville. D'altrocanto che il monopolio delle idee f...

Revoca del mandato: quale democrazia senza il rispetto della sovranità popolare?

Mandato revocabile o mandato blitz (massimo un anno) per i Parlamentari, se ne parla nel manifesto dell'Associazione FormAzione  http://www.articolo49.it/ . Ciò ha un significato non da poco, cioè mettere sotto controllo l'attività delle cariche istituzionali elette direttamente. Se, difatti, un deputato è stato eletto perché porti avanti un mandato costruito su un programma preciso, è chiaro che se poi nell'aula parlamentare quello stesso deputato si mette a votare leggi o sostenere proposte di legge che con quel mandato non hanno nulla a che fare, ne dovrebbe conseguentemente discendere che il mandato gli sia revocato. Visto, però, che fino ad ora non è stato così, difatti non lo prevede la nostra Carta Costituzionale, è chiaro che esiste una contraddizione palese tra il principio di elezione popolare dei deputati e l'esercizio stesso della sovranità popolare che è il principio ispiratore di...

Psicopatologia della società digitale: dietro lo schermo faccio solo come dico io

In onda a reti unificate di questi tempi la trasmissione più accreditata sembra proprio "Tutti buoni e bravi", difficile trovare qualcuno che non si spenda in parole di solidarietà, umana comprensione e profonda compartecipazione, non c'è chi non si spenda in campagne pacifiste o di buonismo quotidiano (va molto infatti lo stile assertivo convincente, quello che quando parli con qualcuno credi di essere di fronte ad un guru della buona comunicazione, uno che ci ha pensato tanto e che non si risparmia). E non si trova neppure politico che ad ogni istante non colga l'occasione di lasciare  trapelare un animo quasi francescano, lì lì con saio e i sandali pronti sull'uscio, pronto soprattutto, lancia in resta, a combattere per il bene altrui. Di fronte a questo francescanesimo di ritorno non ti rimane, allora, che pronunciare il mea culpa : "sono tutti così bravi e buoni, TRANNE TE". Usciti dalle reti unificate però, dietro lo schermo di un co...

"Pietà per gli uomini che permettono che i propri diritti vengano erosi"

Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore e i cui pastori sono guide cattive Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi i cui saggi sono messi a tacere Pietà per la nazione che non alza la propria voce tranne che per lodare i conquistatori e acclamare i prepotenti come eroi e che aspira a comandare il mondo con la forza e la tortura Pietà per la nazione che non conosce nessun'altra lingua se non la propria nessun' altra cultura se non la propria Pietà per la nazione il cui fiato è danaro e che dorme il sonno di quelli con la pancia troppo piena Pietà per la nazione – oh, pietà per gli uomini che permettono che i propri diritti vengano erosi e le proprie libertà spazzate via Patria mia, lacrime di te dolce terra di libertà! Pier Paolo Pasolini

Quando il Parlamento è tiranno: Locke, Grillo e diritto all'insurrezione

Il paradosso di questi giorni è evidente, la democrazia replica e asseconda forme di dominio ; il paradosso si fa ancora più evidente nelle parole di Stefano Rodotà che definisce sempre democratiche le decisioni del Parlamento relative al conferimento dell'incarico a Giorgio Napolitano. Purtroppo se dal punto di vista dei processi è vero che le decisioni del Parlamento sono democratiche (in quanto il Parlamento è un organismo democraticamente eletto), difatto quelle decisioni hanno determinato uno scollamento deciso tra le istituzioni (democratiche) e la gente di cui quelle istituzioni dovrebbero essere la rappresentazione . E dei fatti è bene non fare finta che non esistano.  Uno dei padri massimi della democrazia, John Locke , nel II libro del suo Due trattati sul governo definiva l'uso del potere ai fini del proprio tornaconto un'usurpazione, perché in questo caso il potere non viene usato per il bene del popolo che lo ha consegnato all'amministrazione tempor...

Rinnovo del settennato e il sogno quasi vero di una repubblica presidenziale

Hanno ventilato a lungo il sogno di una repubblica presidenziale alla francese (Berlusconi & Co.). Che il rinnovo del settennato di Napolitano e la sua Presidenza fondamentalmente impicciona siano solo le prove generali per cambiare la forma della Repubblica italiana?

Via Prodi = Bersani finito: cui prodest?

Equazione autoevidente, la candidatura di Prodi voluta da Bersani rende chiaro che all'interno del PD la spaccatura è definitiva: se Sel garantisce i voti all'ex commissario Ue con la dicitura R. Prodi sulla scheda, chi ha tradito non poteva che essere nella compagine di maggioranza o meglio nello stesso PD. D'altrocanto le spaccature erano evidenti da un pezzo, il balletto Renzi-Bersani ne era la rappresentazione più evidente, certo che i franchi tiratori dimostrano che nella maggioranza c'è chi si porta all'opposizione, sono dinamiche che però sfuggono al controllo democratico, se non alto sfuggono al controllo di chi una certa maggioranza l'aveva eletta. Cui prodest? A qualche bella faccetta oppure al paese?

Vino e pane, caccia al simbolico quotidiano

Immersi nelle cose da cui siamo dominati, ci dimentichiamo del simbolico delle cose che ci circondano, da noi autorizzato e da noi  autorizzato anche a prendersi una bella fetta di potere (su di noi). Prendiamo due alimenti antichissimi, il pane e il vino, le loro radici simboliche stanno nel mito greco che fa fare a Demetra, la dea della cerealicoltura e a Dioniso, il dio greco del vino, una parabola dai contorni significativamente identici. Due divinità entrambe in conflitto con l’Olimpo degli dei tradizionali e per questo a spasso nel mondo degli uomini a cui regalano, se accettati, il dono delle piante alimentari. Portatori di civiltà, a chi non li conosce giocano il brutto scherzo di una regressione nel mondo della barbarie e addirittura nella bestialità. Nell’inno omerico a Dioniso ad esempio, i pirati che non riconoscono la divinità del dio vengono trasformati in delfini, mentre solo al timoniere, che aveva riconosciuto la divinità del giovane nobile sal...

Gattopardismo e popolo ribelle alla prova della crisi politica italiana

Pensando alla crisi del berlusconismo, alle smanie di rinnovamento della sinistra al governo e all'avvento del grillismo, mi chiedo...ma è quindi finito e per sempre il gattopardismo italiano, oscuro malanno dell'animo nostrano, mirabilmente descritto nel libro di Tommasi di Lampedusa nonché rappresentato nel film di Luchino Visconti?? Tutto deve cambiare perché nulla cambi, allora si fano promesse di rinnovamento utili ad accecare qualche migliaio di elettori e poi si continua come prima, di fatto anche Tangetopoli è tornata più meno con gli stessi personaggi, eppure non è successo niente. D'altrocanto oggi alla luce dei discorsi di strada nessuno mai avrebbe votato il Signor B, del gattopardismo italiano mirabilissimo primo rappresentante, si alzano allora facilmente accenti ironici, si avvertono toni al limite del disprezzo che allora ti credi di essere capitato su Marte, che forse hai avuto un incubo, che forse il Signo...

Rawls, società giusta e homo italicus

E' da qualche tempo che me lo chiedo. Ma l'ambizione di costruire una società giusta che, secondo il filosofo John Rawls dovrebbe legittimare l'azione di un governo, può adattarsi a quel gruppo umano genericamente classificabile come homo italicus? Non penso tanto alla casalinga di Voghera e al pastore abruzzese di morettiana memoria, soggetti che di fatto non vengono riguardati dal discorso politico italiano attuale (cioè fino alla scorsa da poco conclusa legislatura), ma penso alle caste di ogni genere che questo nostro paese ancora non ha saputo superare, da quella dei giornalisti a quella dei farmacisti, dai taxisti ai notai, agli evasori fiscali di ogni tipo che sembrano essere al centro del discorso politico italiano ormai da un decennio e quindi anche delle politiche dei vari governi. E se il discorso politico in quanto relativo alla polis, alla comunità dei cittadini, dovrebbe riguardare l'interesse della comunità, pe...

Israele pratica l'apartheid?

Il termine apartheid definisce precisamente la politica di segregazione razziale messa in atto dall'etnia bianca in Sud Africa a partire dal dopoguerra fino al 1993 quando Nelson Mandela diviene capo dello stato. Ma oggi esiste ancora l'apartheid? Sì, secondo Omar Barghouti, fondatore di PACB (Campagna Palestinese per il Boicottaggio Culturale ed Accademico di Israele), esattamente perchè la politica messa in atto da Israele nei confronti dei Palestinesi sarebbe di fatto fondata sulla segregazione razziale del popolo palestinese oltre che apertamente colonialista. Tesi considerevole quella di Barghouti, per altro addottorato presso l'Università di Tel Aviv in etica e mai espulso, a onore del vero, dalla stessa università nonostante le proteste dei suoi studenti. L'idea alla base delle argomentazioni di Barghouti ( vedi qui il video ) è quella di richiamare l'attenzione internazionale sulla violazione dei diritti che Israele perpetrerebbe nei confronti dei Pal...