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Visualizzazione dei post da 2018

Fuori dalla narrazione mainstream

                                            Fuori dalla narrazione mainstream e cioè: famiglie perfette vacanze originali magari costose mariti rampanti figli ben quadrati anche magari geniali tra molti geniali amici numerosissimi case dal buon sapore borghese per fortuna in qualche anfratto interstizio sopravvive CIO' che non vi si conforma e allora occupiamo quegli interstizi e colmiamoli di qualche cosa di sconvolgente di transvalutante perchè alla fine del mondo si possa finalmente dire: tutto è nuovo sotto il sole! Grafica di Leo Genovese

La società dello spettacolo di Debord e una lezione sul marketing in una scuola professionale

Ho fatto una bella scoperta quest'anno: La società dello spettacolo di Guy Debord, libro utile e preziosissimo per farsi un'idea dei meccanismi di passivizzazione dilagante nella società attuale; passivizzazione più spesso sottolineata che studiata nella sua possibile origine. Ne ho utilizzato alcuni spunti per una lezione sul marketing in una scuola professionale. Il libro di testo assumeva il marketing come un elemento aprioristico e consustanziale al nostro mondo e come qualche cosa che è dotato di un'etica e di un valore indubitabili. Mi serviva qualche cosa per smontare questa assunzione e per fornire a gli studenti che probabilmente non continueranno a studiare uno spunto di metacognizione sul mondo e sui modi in cui siamo immersi. Il marketing, per quanto sdoganato, non è un elemento che nutre un rapporto sano con la realtà e neanche un rapporto sano tra esseri umani: portati ad agire e a comperare tutti nello stesso modo, seguendo immagini che stanno comunque f...

Ci credo io, non tu

Quasi una poesia 2 Sarà che non è facile quando io ci credo e tu no Intanto guardo questo tuo segno E mi basta A te non piace A me sì Siamo diversi Mi piace questa diversità Grafica di Leo Genovese

Quasi una poesia

Sono umana e accetto la mia paura Sono umana e accetto la mia fragilità Sono umana e accetto il mio dolore Ho incontrato persone coraggiose lì dove mai avrei immaginato Ho aperto i miei confini e poi sentito cose straordinarie Ho aperto i confini e poi conosciuto persone straordinarie Non l'eroico dei giornali dove tutto è splendido e facile e raggiungibile Il confine lo devi attraversare ma non quando decidi tu e nulla sarà più facile Ho conosciuto persone che ogni giorno hanno paura e un figlio che vuole morire Eppure tu gli hai dato la vita! Ho scoperto l'umanità dell'essere fragili un'umanità forse muta un'umanità forse nascosta un'umanità solidale e amica quando si scopre fragile E allora TU vuoi vivere

Adesione all'Eurozona e crollo del tasso di profitto del capitale in Italia

Fa più STADIO parlare di sfruttatori o di invasione migrante?

Dal saggio di Naomi Klein intitolato No Logo le cose non sono cambiate molto, anzi sembra che le aziende più che de-localizzare preferiscono localizzare, in particolare in paesi dove il controllo sul lavoro irregolare è sempre meno stringente, dove anzi si possono stringere comodi accordi tra mafie di vari paesi, in quei paesi cioè che sono diventati in tanti innumerevoli modi la pattumiera d'Europa, i.e. l'Italia. Non sarà un caso che un'azienda tedesca ha collocato in Sardegna un suo ramo produttivo che fa armi per l'Arabia Saudita, il paese della guerra all'Iran per conquistarsi il passaggio del gas in Siria, che massacra gli yemeniti, che ha finanziato tutti gli inverni arabi, etc etc. Mentre ipocritamente sulla ZDF a raffica partono reportage sui massacri di siriani da parte del regime di Bashar Al Assad. Come dire: noi che siamo tanto buoni, stiamo dalla parte dei siriani, intanto però fate confezionare agli affamati operai del Sulcis armi per il pegg...

Borse italiane e francesi? Le fanno i cinesi, in pseudoaziende italiane a Milano

Il mondo del contoterzismo, nuove schiavitù, nuova illegalità. E lo Stato italiano ? Mi chiedo: è possibile che un'azienda che opera in Italia impieghi quasi solo manodopera cinese? Sì è possibile, ormai sempre più. Cinesi che non parlano una parola di italiano, che probabilmente arrivano dalla Cina con documenti... bah??, che vengono ospitati dalle aziende in capannoni adiacenti le fabbriche, quindi non sono inseriti nel tessuto sociale e uno può anche chiedersi come mai. Succede anche a Milano, non solo a Prato. Un amico operaio mi racconta: breve esperienza presso un azienda cinese sita a Milano a confezionare borse per un marchio del lusso francese (conosciutissimo!!!). Operai? Tutti cinesi, ospitati in un capannone accanto all'azienda, lavorano 12 ore al giorno anche il week end. Uno è indiano, vive con loro e non impara neppure una parola di italiano perché loro non parlano mai italiano (probabilmente li fanno arrivare direttamente con l'aereo e poi esausti li...

Sazi di Nietzsche

Nietzsche è un filosofo fastidioso (ma quale vero filosofo non è fastidioso?), me ne sono accorta QUASI subito, SUBITO in effetti viene la poesia, vengono gli slanci, le immagini potenti, poi, prende il sopravvento il senso di abbandono, la solitudine glaciale, un fastidio interiore che spossa, quasi la paura di non potere sopportare oltre. La più bella prova che anche i libri, certi libri incidono sulla realtà e la più bella prova che quasi sicuramente con i suoi libri Nietzsche voleva provocare rivoluzioni, in ogni modo leggere Nietzsche è peggio che andare da un bravo psicoanalista: fa male. Nietzsche dice tanto e dice tanto anche senza dire, ma si può esserne sazi, come un amante può essere sazia di troppo amore, così sono sazia di troppa verità e di troppa solitudine. Mesi di letture, mesi di rapimenti, ma alla fame ora si alterna la sazietà, e così credo a tutto, tutto ciò a cui non si può credere, a cui non si dovrebbe credere, perchè in fondo credere è un bisogno che bas...