Il termine apartheid definisce precisamente la politica di segregazione razziale messa in atto dall'etnia bianca in Sud Africa a partire dal dopoguerra fino al 1993 quando Nelson Mandela diviene capo dello stato. Ma oggi esiste ancora l'apartheid? Sì, secondo Omar Barghouti, fondatore di PACB (Campagna Palestinese per il Boicottaggio Culturale ed Accademico di Israele), esattamente perchè la politica messa in atto da Israele nei confronti dei Palestinesi sarebbe di fatto fondata sulla segregazione razziale del popolo palestinese oltre che apertamente colonialista. Tesi considerevole quella di Barghouti, per altro addottorato presso l'Università di Tel Aviv in etica e mai espulso, a onore del vero, dalla stessa università nonostante le proteste dei suoi studenti. L'idea alla base delle argomentazioni di Barghouti (vedi qui il video) è quella di richiamare l'attenzione internazionale sulla violazione dei diritti che Israele perpetrerebbe nei confronti dei Palestinesi, chiusi entro le barriere e i muri della Striscia di Gaza e della Cisgiordania. Barriere che difatto, con il controllo assoluto degli accessi, stabiliscono un'unica sovranità su questo territorio, quella israeliana.
Il termine apartheid definisce precisamente la politica di segregazione razziale messa in atto dall'etnia bianca in Sud Africa a partire dal dopoguerra fino al 1993 quando Nelson Mandela diviene capo dello stato. Ma oggi esiste ancora l'apartheid? Sì, secondo Omar Barghouti, fondatore di PACB (Campagna Palestinese per il Boicottaggio Culturale ed Accademico di Israele), esattamente perchè la politica messa in atto da Israele nei confronti dei Palestinesi sarebbe di fatto fondata sulla segregazione razziale del popolo palestinese oltre che apertamente colonialista. Tesi considerevole quella di Barghouti, per altro addottorato presso l'Università di Tel Aviv in etica e mai espulso, a onore del vero, dalla stessa università nonostante le proteste dei suoi studenti. L'idea alla base delle argomentazioni di Barghouti (vedi qui il video) è quella di richiamare l'attenzione internazionale sulla violazione dei diritti che Israele perpetrerebbe nei confronti dei Palestinesi, chiusi entro le barriere e i muri della Striscia di Gaza e della Cisgiordania. Barriere che difatto, con il controllo assoluto degli accessi, stabiliscono un'unica sovranità su questo territorio, quella israeliana.

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