Equazione autoevidente, la candidatura di Prodi voluta da Bersani rende chiaro che all'interno del PD la spaccatura è definitiva: se Sel garantisce i voti all'ex commissario Ue con la dicitura R. Prodi sulla scheda, chi ha tradito non poteva che essere nella compagine di maggioranza o meglio nello stesso PD. D'altrocanto le spaccature erano evidenti da un pezzo, il balletto Renzi-Bersani ne era la rappresentazione più evidente, certo che i franchi tiratori dimostrano che nella maggioranza c'è chi si porta all'opposizione, sono dinamiche che però sfuggono al controllo democratico, se non alto sfuggono al controllo di chi una certa maggioranza l'aveva eletta. Cui prodest? A qualche bella faccetta oppure al paese?
Equazione autoevidente, la candidatura di Prodi voluta da Bersani rende chiaro che all'interno del PD la spaccatura è definitiva: se Sel garantisce i voti all'ex commissario Ue con la dicitura R. Prodi sulla scheda, chi ha tradito non poteva che essere nella compagine di maggioranza o meglio nello stesso PD. D'altrocanto le spaccature erano evidenti da un pezzo, il balletto Renzi-Bersani ne era la rappresentazione più evidente, certo che i franchi tiratori dimostrano che nella maggioranza c'è chi si porta all'opposizione, sono dinamiche che però sfuggono al controllo democratico, se non alto sfuggono al controllo di chi una certa maggioranza l'aveva eletta. Cui prodest? A qualche bella faccetta oppure al paese?
d'altrocanto non si può negare bella candidatura quella di Prodi, forse però usata per accontentare qualche cattolico, magari ora che se ne va la Bindi chissà che non si riesca a trovare una maggioranza decisa convergente su Stefano Rodotà? Ma se non c'è stata chiarezza da subito, pare evidente che l'azione dei franchi tiratori aveva altro obiettivo che non quello di riproporre Rodotà.
RispondiEliminaormai è chiaro i franchi tiratori erano quelli che ora vogliono riproporre il governo con Berlusconi. Rivoluzione subito!
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