Una società non completamente materializzata e despiritualizzata non potrà mai essere pronta all'abbraccio mortale con il capitalismo, dato che questo ha bisogno di sudditi gaudenti e senza spirito per potersi riprodurre, per questo, forse, Dio è stato ucciso. Morto Dio l'uomo povero di spirito si è costruito altri dei, molto più gretti e volgari, innanzitutto il capitalismo e poi il suo io, che va splendidamente d'accordo con la coppia piacere e dissipazione che fa parte della logica più intima di quello.
Godere è l'imperativo di oggi e godere si può solo comprando o concedendosi piaceri sempre più raffinati. Merci sempre più seducenti promettono piaceri inesplorati, suscitano un Trieb che una volta soddisfatto richiede esige pretende nuova soddisfazione in una ripetizione dell'identico che non produce mai nulla di veramente nuovo. La trappola è qui che il piacere ha bisogno di qualcosa fuori di sè per esprimersi, il piacere non si gode in sè stesso e nemmeno è un piacere del produrre individualità, spirito, anima. In questa ricerca di piacere si può anche essere da soli, non si ha bisogno di un altro e l'altro comunque difficilmente è la fonte del mio piacere/godimento, tutt'al più potrebbe diventare uno strumento del mio io, quindi ancora un oggetto tra oggetti.
Piacere/godimento, che pure contengono una possibilità di apertura verso il trascendente, nella logica capitalista di soddisfazione perennemente insoddisfatta di un Trieb diventano messaggeri di morte, perchè il Trieb (tedesco treiben = tirare/condurre con sè) ha bisogno di sempre nuovi oggetti (così abilmente messi a disposizione dal capitalista e dai suoi markettari) di nuove merci per potersi scaricare, temporaneamente appagare.
Il capitalismo si salda con un tipo d'uomo perchè nell'uomo esiste la possibilità di questo modo d'essere. La linea di confine con l'abuso, dunque, è vicina, pronta ad essere scavalcata, l'appagamento chiede più appagamento, diventa mania, la morte allora, la totale dissipazione, la disabilità prodotta, ad esempio, dall'abuso delle droghe sono esordi concreti, tangibili leggibili sui giornali di un tipo di esistenza, di un tipo d'uomo che sempre più è preda del serpente.
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