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Borse italiane e francesi? Le fanno i cinesi, in pseudoaziende italiane a Milano



Il mondo del contoterzismo, nuove schiavitù, nuova illegalità.
E lo Stato italiano ?

Mi chiedo: è possibile che un'azienda che opera in Italia impieghi quasi solo manodopera cinese? Sì è possibile, ormai sempre più. Cinesi che non parlano una parola di italiano, che probabilmente arrivano dalla Cina con documenti... bah??, che vengono ospitati dalle aziende in capannoni adiacenti le fabbriche, quindi non sono inseriti nel tessuto sociale e uno può anche chiedersi come mai. Succede anche a Milano, non solo a Prato.

Un amico operaio mi racconta: breve esperienza presso un azienda cinese sita a Milano a confezionare borse per un marchio del lusso francese (conosciutissimo!!!). Operai? Tutti cinesi, ospitati in un capannone accanto all'azienda, lavorano 12 ore al giorno anche il week end. Uno è indiano, vive con loro e non impara neppure una parola di italiano perché loro non parlano mai italiano (probabilmente li fanno arrivare direttamente con l'aereo e poi esausti li riporteranno a casa).

Seconda esperienza presso azienda mezza italiana e mezza cinese (sempre a Milano): su 150 operai solo 30 sono italiani. Anche qui i cinesi lavorano anche il primo maggio e i week end e se tornano al loro paese dopo avere maturato il dovuto mese di vacanza devono restituire lo stipendio al padrone, che per altro finge di pagare i contributi, ma poi vuole indietro quello che ritiene avere dato di troppo. Le aziende che si appoggiano a questi contoterzisti sono conosciutissimi marchi del lusso italiano. Pagano circa 80 euro a borsa, se è tanto, per rivendere a 1700 sic sic, ma anche a 5000. E penso che sappiano, ma tanto....
E somma, ci si lamenta dei barconi che porterebbero migranti assatanati di assassinii di infedeli, però magari se si guardassero meglio in faccia gli assassini dei lavoratori e del LAVORO, sarebbe meglio e più ragionevole per tutti. E che ci fa lo Stato italiano? Ispettorati del lavoro? Sindacati ? 

Commenti

  1. dopo il servizio di Report della Gabanelli, datato 2014, non è successo proprio nulla, le finte aziende italiane dove lavorano quasi solo cinesi a ritmi che non sono previsti nella legislazione italiana continuano ad operare indisturbate e i marchi che vi si affidano non sono solo Gucci http://www.huffingtonpost.it/2014/12/22/report-gucci-replica-dice-il-falso_n_6365030.html

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  2. Non c'è nulla di italiano nelle borse del lusso fatte in Italia, costerebbe troppo affidare la manifattura a laboratori siti in Cina e quindi si importa manodopera sottopagata e probabilmente anche illegalmente. E poi certo che un paese e il lavoro affondano.

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