Dal saggio di Naomi Klein intitolato No Logo le cose non sono cambiate molto, anzi sembra che le aziende più che de-localizzare preferiscono localizzare, in particolare in paesi dove il controllo sul lavoro irregolare è sempre meno stringente, dove anzi si possono stringere comodi accordi tra mafie di vari paesi, in quei paesi cioè che sono diventati in tanti innumerevoli modi la pattumiera d'Europa, i.e. l'Italia. Non sarà un caso che un'azienda tedesca ha collocato in Sardegna un suo ramo produttivo che fa armi per l'Arabia Saudita, il paese della guerra all'Iran per conquistarsi il passaggio del gas in Siria, che massacra gli yemeniti, che ha finanziato tutti gli inverni arabi, etc etc. Mentre ipocritamente sulla ZDF a raffica partono reportage sui massacri di siriani da parte del regime di Bashar Al Assad. Come dire: noi che siamo tanto buoni, stiamo dalla parte dei siriani, intanto però fate confezionare agli affamati operai del Sulcis armi per il peggior nemico non solo dei siriani, ma della libertà in generale. Un recente rapporto OXFAM segnala la Germania come uno dei maggiori esportatori di armi. Però che buon cuore che ha avuto la Merkel...
Ma torniamo a quello sfruttamento del lavoro che evidentemente non interessa a nessuno, men che meno a vari populismi che sfruttano il malcontento generale, senza pensare neppure un attimo di andare alla radice dello stesso, perchè quelli che si arricchiscono e che impoveriscono il lavoro non sono certo i poveri cristi che arrivano con i barconi dall'Africa e che al massimo, in Italia, staranno a chiedere un centesimo davanti ai supermercati. Quelli che si arricchiscono sono le aziende LOGO, e qui mi riferiscono essenzialmente ai marchi della moda lusso (i nomi li so ma non li dico) che, stando a testimonianze dirette, fanno produrre per 50 euro le loro splendide borse a manodopera cinese sfruttata (e probabilmente irregolare) in aziende che non sono de-localizzate a Guanghzou, il distretto industriale della Cina, bensì localizzate nell'hinterland di Milano.

Ecco una delle aziende contoterziste di cui sopra produce circa 7000 borse al mese per 50 euro l'una, facciamo i conti allora....
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