Passa ai contenuti principali

Aumento della produttività vs. lavoro: chi ci smena sono solo i lavoratori



Lo aveva preannunciato la Banca Mondiale: in Europa si lavora poco, sopratutto nell'Europa mediterranea. Lo riprende Monti nel recente tavolo tra Governo e sindacati: per risolvere la crisi occorre agire sul costo del lavoro e sulla produttività. Dietro quelle due paroline che paiono così da niente e che però è difficile capire - produttività e costo del lavoro - passano e vengono fatte passare, in realtà, visioni del mondo. Sopratutto se si parte dal presupposto che il costo del lavoro in Italia sia troppo elevato e che al contrario la produttività, cioè la quantità di prodotto generata da ogni lavoratore, sia troppo bassa se rapportata al costo del lavoro. Ne discende nell'immaginario di molti che le ore lavorare sono troppo poche, perchè in quelle ore non si produce abbastanza. Quindi ne discende che per Monti come per la Banca Mondiale si debba lavorare di più. O meglio devono lavorare di più i lavoratori dei contratti collettivi, magari con un piccolo aumento di stipendio in cambio.
Ma se c'è bisogno di più lavoro come si capisce dalle parole di Monti e della Banca Mondiale, perchè non si va a pescare in quella massa di disoccupati il cui peso è crescente stando all'Ufficio Internazionale del Lavoro di Ginevra?
Mi sembra, però, che il braccio di ferro rimane quello tra un Capitalismo sempre più aggressivo ed incattivito e lavoratori ad armi spuntate, se si pensa a come la globalizzazione metta sul piatto d'oro tante possibilità di rinascita a quell'araba fenice di cognome Capitalismo.


Commenti

Post popolari in questo blog

un'umanità oltre i limiti culturali

In un panorama politico che non sembra abitato da soggetti capaci di cambiamento, chi perchè troppo identificato con le proprie radici culturali o religiose, chi con i propri interessi, sempre limitati e di parte, mi piace immaginare un'idea di universalità umana che non si incarna in una soggettività parziale perchè troppo identificata, ma che al contrario proprio perchè mai realmente identificata con il collettivo è veramente capace di cambiamento; una soggettività che si potrebbe dire trascendente proprio perchè mai definibile secondo un collettivo parziale. E chi non si identifica non è forse più solidale, chi non fa del collettivo il metro del suo personale comportamento e del suo giudizio, non è forse più capace di essere trasversalmente più vicino agli altri uomini? Direi - volendo esagerare - che può trattarsi, per quanto dolorosa, di una condizione di grazia. Se questi concetti sono già presenti nell'idea marxiana del proletariato quale "classe totale", la ...

programma minimo, programma massimo

Riforma sociale o rivoluzione? Sozialreform oder Revolution?    1899  Senza segreti e senza veli gli articoli polemici à propos socialdemocrazia tedesca, raccolti poi  sotto il titolo di cui sopra, Rosa Luxemburg li pubblica sulla "Leipziger Volkszeitung", a un solo anno dal volgere del decennio.  Il quotidiano è quello di Lipsia, letto ancora oggi e da più di due secoli,  xchè battezzato il primo Ottobre 1894. La questione, a questa considerevole distanza temporale, purtroppo è ancora maledettamente attuale. Cioè non si è andati avanti di una cicca.  Sarà il mondo, saranno gli uomini, saranno i politici che abbiamo avuto, ma è così.  Attuale sopratutto per la sua assenza all'interno dei partiti di sinistra di oggi che si porta dietro una strana puzza di sorcery/stregoneria. Insomma anche qui ci casca il fantasma, volendo essere un po' derridiani... che non guasta mai.  L'alternativa tra riforma sociale e rivoluzione mette s...

La primavera tunisina era un cammello?

"il rapporto tra l'uomo e la donna è a misura del grado di sviluppo di una società" recitava l'innominabile barbuto di Treviri due secoli orsono. Due secoli dopo la primavera tunisina aperte le porte alla liberalizzazione del paese e "finalmente" portato al potere un partito islamico di ispirazione democratica e secolare, ripropone l'indelebile questione (anche per noi italiani) tra il silenzio di molti. Ecco che allora Ennahda il partito che riporta in patria molti rifugiati politici messi in fuga da Ben Alì per la loro emancipazione politica (sopratutto considerata la "notevole" funzione emancipatrice della Sharia) propone di introdurre nella Costituzione un articolo che parla di "complementarità tra uomo e donna"  http://www.laperfettaletizia.com/2012/08/tunisia-donne-in-piazza-in-difesa-dei.html . Certo un errore di Ben Alì avere reso perseguibili certe idee perchè non conformi ad una visione laica della società, proponendo u...