Passa ai contenuti principali

Ma chi ha prodotto il video su Muhammad?



Un mistero percorre la stampa di questi ultimi giorni, un mistero prodotto per altro dalla stampa stessa.
Sul New York Times del 12/9/2012 l'autore del video messo su You Tube che ha scatenato la furia omicida dei fondamentalisti islamici in Libia e le proteste in Egitto sarebbe un imprenditore immobiliare israelo-americano abitante in California. Un video, non un film, un video che nell'edizione del 13 del NYT esattamente un giorno dopo sarebbe stato pubblicizzato invece da un gruppo di cristiani copti americani di cui farebbe parte anche un pastore della Florida conosciuto per avere bruciato una copia del Corano. Il video incriminato, riprovevole innanzitutto per la sua pochezza estetica e per l'incertezza della sua natura (è una presa in giro degli Americani? Dei Mussulmani? Degli Ebrei? Dei luoghi comuni su Mussulmani, sui Cristiani, sugli Ebrei, veramente non si capisce), un video che dura 14 minuti, nelle pagine dei giornali arabi come Al Quds diventa il film o il trailer di un film di prossima uscita nelle sale cinematografiche americane. La questione si fa allora seria, non il prodotto di uno spostato come ce ne sono tanti in You Tube, ma una vera produzione cinematografica. Dato fuoco alle polveri in questo modo, diffusa una traduzione in arabo dello sgorbio e chissà quale traduzione, ecco gli omicidi in Libia e l'attenzione americana nei confronti delle primavere araba che si fa più serrata. E tutto a ridosso dell'11 settembre: un mistero percorre la stampa, un dubbio la mia testa. 

Commenti

Post popolari in questo blog

un'umanità oltre i limiti culturali

In un panorama politico che non sembra abitato da soggetti capaci di cambiamento, chi perchè troppo identificato con le proprie radici culturali o religiose, chi con i propri interessi, sempre limitati e di parte, mi piace immaginare un'idea di universalità umana che non si incarna in una soggettività parziale perchè troppo identificata, ma che al contrario proprio perchè mai realmente identificata con il collettivo è veramente capace di cambiamento; una soggettività che si potrebbe dire trascendente proprio perchè mai definibile secondo un collettivo parziale. E chi non si identifica non è forse più solidale, chi non fa del collettivo il metro del suo personale comportamento e del suo giudizio, non è forse più capace di essere trasversalmente più vicino agli altri uomini? Direi - volendo esagerare - che può trattarsi, per quanto dolorosa, di una condizione di grazia. Se questi concetti sono già presenti nell'idea marxiana del proletariato quale "classe totale", la ...

programma minimo, programma massimo

Riforma sociale o rivoluzione? Sozialreform oder Revolution?    1899  Senza segreti e senza veli gli articoli polemici à propos socialdemocrazia tedesca, raccolti poi  sotto il titolo di cui sopra, Rosa Luxemburg li pubblica sulla "Leipziger Volkszeitung", a un solo anno dal volgere del decennio.  Il quotidiano è quello di Lipsia, letto ancora oggi e da più di due secoli,  xchè battezzato il primo Ottobre 1894. La questione, a questa considerevole distanza temporale, purtroppo è ancora maledettamente attuale. Cioè non si è andati avanti di una cicca.  Sarà il mondo, saranno gli uomini, saranno i politici che abbiamo avuto, ma è così.  Attuale sopratutto per la sua assenza all'interno dei partiti di sinistra di oggi che si porta dietro una strana puzza di sorcery/stregoneria. Insomma anche qui ci casca il fantasma, volendo essere un po' derridiani... che non guasta mai.  L'alternativa tra riforma sociale e rivoluzione mette s...

La primavera tunisina era un cammello?

"il rapporto tra l'uomo e la donna è a misura del grado di sviluppo di una società" recitava l'innominabile barbuto di Treviri due secoli orsono. Due secoli dopo la primavera tunisina aperte le porte alla liberalizzazione del paese e "finalmente" portato al potere un partito islamico di ispirazione democratica e secolare, ripropone l'indelebile questione (anche per noi italiani) tra il silenzio di molti. Ecco che allora Ennahda il partito che riporta in patria molti rifugiati politici messi in fuga da Ben Alì per la loro emancipazione politica (sopratutto considerata la "notevole" funzione emancipatrice della Sharia) propone di introdurre nella Costituzione un articolo che parla di "complementarità tra uomo e donna"  http://www.laperfettaletizia.com/2012/08/tunisia-donne-in-piazza-in-difesa-dei.html . Certo un errore di Ben Alì avere reso perseguibili certe idee perchè non conformi ad una visione laica della società, proponendo u...