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Psicopatologia della società digitale: dietro lo schermo faccio solo come dico io





In onda a reti unificate di questi tempi la trasmissione più accreditata sembra proprio "Tutti buoni e bravi", difficile trovare qualcuno che non si spenda in parole di solidarietà, umana comprensione e profonda compartecipazione, non c'è chi non si spenda in campagne pacifiste o di buonismo quotidiano (va molto infatti lo stile assertivo convincente, quello che quando parli con qualcuno credi di essere di fronte ad un guru della buona comunicazione, uno che ci ha pensato tanto e che non si risparmia). E non si trova neppure politico che ad ogni istante non colga l'occasione di lasciare  trapelare un animo quasi francescano, lì lì con saio e i sandali pronti sull'uscio, pronto soprattutto, lancia in resta, a combattere per il bene altrui.
Di fronte a questo francescanesimo di ritorno non ti rimane, allora, che pronunciare il mea culpa: "sono tutti così bravi e buoni, TRANNE TE".
Usciti dalle reti unificate però, dietro lo schermo di un computer, ben protetti dal contagioso-virulento contatto umano, ecco che invece fa la comparsa, strisciante, qualcosa di diverso.
Provi con un invito e non ti rispondono neppure per dire "non me la sento", chiedi un consiglio dopo averne spesi mille e non ricevi neppure un "non so". Hai fatto 4 colloqui di lavoro per un posto da precario, quindi hai pagato 8 volte il biglietto per andarci lì, a difendere la tua misera dignità, e per mail neppure un "mi dispiace, abbiamo scelto un altro", le connessioni di 2000 giga al secondo si spengono, black out, la rete non funziona più.
Eppure erano tutti così buoni e bravi??? Bè almeno la società digitale RIVELA con chi abbiamo a che fare. Buon esercizio a tutti. 

Commenti

  1. per dire se per rispondere ad una mail ci mettono così tanto, anche se gli hai promesso un cous cous autentico a casa tua, chissà con gli atti di bontà francescana cosa ci fanno, bah!!

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